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ATTUALITÀ
GESTIONE FAUNISTICO VENATORIA

 
Dott. Renato Semenzato
Argomenti a cura del dott. Renato Semenzato

Renato SEMENZATO
Studio in via Vernaz 3
Refrontolo (TV)
Fauna

Renato Semenzato è nato a Mestre (VE) il 14.04.1960.
Laureato in Scienze Biologiche presso l’Università di Padova con una tesi riguardante l’home range del Capriolo (Capreolus capreolus), ha svolto progetti faunistici, realizzato studi, programmi di gestione faunistico, faunistico venatoria, corsi di approfondimento sulla gestione delle principali specie di interesse venatorio, corsi per la caccia di selezione.

La conservazione e la gestione della fauna
Il principale obiettivo che ci si deve porre nell’affrontare le problematiche del territorio è la conservazione della natura e dei suoi elementi. Conservazione non significa protezione di pochi individui, cosa che si potrebbe ottenere anche dentro la gabbia di uno zoo, ma significa un processo più complesso e dinamico, proiettato su un obiettivo di medio e lungo termine. Conservazione è, nel più qualificato dei suoi obiettivi, il mantenimento delle potenzialità evolutive di una specie o di un ambiente, e questo implica il mantenimento dei due elementi chiave della dinamica evolutiva: da una parte la variabilità genetica di una popolazione, in modo da offrire differenti soluzioni alle condizioni ambientali, e dall’altra la selezione naturale che opera la sua scelta tra quelle opzioni. In termini più concreti, la prima significa una dimensione di popolazione sufficiente a permettere la formazione e l’evoluzione di una minima variabilità genetica (in genere dell’ordine di almeno qualche centinaio di individui), mentre la seconda significa la presenza di un ambiente integro in tutte le sue componenti, libero di passare attraverso tutti gli stadi evolutivi naturali, anche quelli catastrofici.
Una delle problematiche apparentemente banali, ma tra le più disattese nelle politiche di gestione è la mancanza di conoscenze adeguate sulle specie e sui loro habitat: non si può gestire quello che non si conosce. In molte aree naturali gestite e non Parchi nazionali e regionali, ATC, Riserve di caccia, Distretti venatori, ci si preoccupa di fare l’elenco delle specie presenti, ma questa è solo la premessa di una pur minima conoscenza. È invece necessario conoscere la consistenza e struttura delle popolazioni animali, la dinamica dei processi ecologici e almeno un minimo di ecologia delle specie più importanti. Il secondo grande, e banale, problema della gestione delle specie è la mancanza di espliciti obiettivi di gestione. Conservazione di per sé significa poco se non è sostenuta da un corollario di obiettivi concreti: in un mondo ideale dove gli ambienti fossero in uno stato interamente naturale, conservare sarebbe semplicemente non fare nulla, ma nei nostri ambienti piccoli, manipolati da millenni di attività umana e gestiti in perenne compromesso con l’uomo, la conservazione diventa un’operazione attiva che richiede azioni continue. Queste devono essere guidate da obiettivi che ogni singola area naturale Parchi nazionali e regionali, ATC, Riserve di caccia, Distretti venatori deve individuare e porre ben espliciti alla testa di tutte le sue priorità, e senza mai considerarli scontati né sottintesi. Il primo aspetto da ricordare è che una conservazione davvero efficace implica che la gestione delle specie sia fatta nel contesto della scala spaziale e temporale più adeguata per ciascuna specie. Costrette entro confini chiusi e ristretti, obbligate a rispondere ad aspettative politiche ed economiche che agiscono su tempi ristretti, le aree naturali hanno difficoltà a spaziare sulle scale dimensionali e temporali corrette.

I censimenti
Il censimento è una delle forme mediante le quali si riesce a conoscere la consistenza, cioè il numero di un insieme di persone, di animali, di oggetti.
Per gestire bene è indispensabile in primo luogo saper valutare la consistenza di ciascuna specie tramite la pratica del censimento.
La gestione faunistica di un territorio è tanto più efficacie quanto più elevato è il grado di conoscenza della fauna selvatica e dell’ambiente che in esso vive.
Un censimento di Caprioli significa contarli.
Il risultato di un censimento di Caprioli consiste nel sapere quanti Caprioli ci sono, in quel determinato momento, per esempio il 15 agosto, su quella determinata superficie, per esempio, in Cansiglio.
 
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